CASO 7 TBC

CASO 7: TBC RIATTIVATA

Si tratta di un paziente ricoverato nell’Agosto 2013 per una sintomatologia neurologica, risultando all’esame neuroradiologico un quadro di impregnazione patologica, a carattere focalmente pseudonodulare, interessante ependima e subependima del IV ventricolo (FIG. 1). In quell’occasione fu eseguita anche una TC del torace, che evidenziava pregressi esiti TBC a livello del lobo superiore destro.

Stante clinica e semeiotica neuroradiologica, è stata posta diagnosi di patologia linfoproliferativa,  ed è stata applicata terapia cortisonica, con sostanziale risoluzione del quadro TC (non riportata).

A distanza di 3 mesi il paziente torna all’osservazione, ma non tanto per una sintomatologia neurologica, quanto piuttosto per l’insorgere di una profonda astenia, tosse e febbricola.

La RM encefalo non mostra ripresa di malattia a livello intracranico.

Esegue allora una nuova TC del torace, che abbiamo sottoposto ad un attento confronto con la TC del torace di 3 mesi prima.

Partiamo da una scansione passante per il lobo superiore destro, laddove è apprezzabile un micronodulo calcifico espressione degli esiti specifici sopra ricordati (FIG. 2 a); utilizzando la finestra mediastinica, si rileva con maggior accuratezza la composizione calcifica del micronodulo (FIG. 2 b).

Se ora ci spostiamo sulla scansione immediatamente caudale, il confronto evidenzia la comparsa di un’iperdensità nodulare subcentimetrica, a margini mal definiti, precedentemente non apprezzabile (FIG. 3).

Nella scansione ulteriormente caudale, il confronto evidenzia un’areola similescavativa, anch’essa non apprezzabile in precedenza (FIG. 4).

Infine nella scansione ancora più in basso, dal confronto tra i 2 esami TC, nel più recente (FIG. 5) sembrano apprezzarsi alcune micronodularità, che nei dettagli a maggior ingrandimento mostrano le caratteristiche di micronoduli centrolobulari (FIGG. 6,7).

Le considerazioni che ho ritenuto di trarre sono, in progressione, le seguenti:

  • La stretta contiguità dell’iperdensità nodulare focale sub centimetrica rispetto alla micro calcificazione esiziale poteva essere interpretata come la ripresa della flogosi specifica, da riattivazione;
  • questo sembrava trovare conferma sia nell’areola escavativa adiacente;
  • sia nella micronodulaità  centrolobulare sottostante, possibile espressione di estensione transbronchiolare;
  • non dimenticando poi la sintomatologia clinica che indirizzava verso l’apparato respiratorio;
  • nè la terapia cortisonica cui era stato sottoposto il paziente per la patologia cerebrale, ad azione come noto immunodeprimente.

Il paziente è stato sottoposto ad esame broncoscopico, completato con un lavaggio broncoalveolare settoriale mirato. La coltura ha identificato i micobatteri tubercolari.