Risonanza magnetica e tomografia computerizzata a confronto nei casi di lussazione gleno-omerale

Articolo scientifico.

Autori: Alessandro Stecco, Elena Guenzi, Teresa Cascone, Francesco Fabbiano, Paolo Fornara, Paolo Oronzo, Federico Alberto Grassi, Gregorio Cecchi, Mario Caniggia, Marco Brambilla, Alessandro Carriero.

Normalmente la tomografia computerizzata (TC) è lo strumento usato per valutare il danno osseo glenoideo nei pazienti con lussazione gleno-omerale. Questo articolo si propone di valutare se la risonanza magnetica (RM) è in grado o meno di valutare il danno osseo come la tomografia computerizzata. Sono stati presi in considerazione i casi di 23 pazienti con uno o più episodi di lussazione gleno-omerale e sono stati sottoposti sia a TC che a RM. La misura dell’area glenoidea risulta di 575,29 mm2 con RM e di 573,76 mm2 con TC e le rispettive misure del deficit glenoideo sono di 4,38% e 4,34%. La concordanza inter-osservatore in TC e RM è risultata buona con k>0,81, il coefficiente di varianza è <5% del valor medio sia in TC che RM. Le due serie di misurazioni sono comprese entro 2 deviazioni standard. In sostanza, con questo studio è stato dimostrato che anche la risonanza magnetica è un ottimo strumento, nonché una valida alternativa alla TC, nella valutazione del danno osseo glenoideo in pazienti con dislocazioni gleno-omerali.

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