​La risonanza magnetica in diffusione nella valutazione della funzione renale

Articolo scientifico.
Autori
: S. F. Carbone, E. Gaggioli, V. Ricci, F. Mazzei, M. A. Mazzei, L. Volterrani.

La risonanza magnetica in diffusione serve per analizzare il movimento dei protoni liberi di acqua determinando il coefficiente di diffusione apparente (apparent diffusion coefficient, ADC). Questo fattore potrebbe essere d’aiuto per stabilire il danno parenchimale renale, soprattutto nei casi di disfunzione unilaterale. L’obiettivo di questo studio è quello di valutare la correlazione tra ADC e grado di insufficienza renale cronica utilizzando una sequenza SE Eco-planare (SS-EPI) a cui è stato applicato la tecnica di SENSitivity Encoding (SENSE). Sono stati presi in esame i casi di 14 pazienti, dei quali 9 maschi e 5 femmine, con età media di 49 anni: tutti i pazienti sono stati sottoposti ad esame RM con sistema ad alto campo 1,5 T; in 5 pazienti non vi erano dati anamnestici e bioumorali di nefropatia, mentre in 7 era presente storia di ipertensione arteriosa e/o IRC ingravescente, in 1 di malattia di Takayasu e in 1 di ipertensione nefrovascolare. Il protocollo prevedeva acquisizioni T1 e T2 dipendenti, nonché una sequenza SE-EPI pesata in diffusione (b-factor 600 s/mm2) con fattore SENSE 2 e ricostruzione di mappe dell’ADC. In 5 casi la SS-EPI-DW è stata ripetuta dopo somministrazione di furosemide. Il filtrato glomerulare è stato ottenuto mediante metodo di Cockroft-Gault. L’ADC nei soggetti normali ed i pazienti in stadio I è stato di 2,44±0,24×10−3 mm2/s, mentre quello dei pazienti in stadio II–IV è stato di 2,05±0,33×10−3 mm2/s (p<0,05). Non è stata rilevata una differenza significativa dell’ADC tra stadio I e stadio II (p=0,27) e tra stadio II e stadio III (p=0,39), mentre la differenza è stata significativa tra pazienti in stadio III e IV(p<0,01). Si è rilevata una significativa correlazione tra la clearance della creatinina (ClCr(CG)) e l’ ADC parenchimale (r=0,79; p<0,01). La furosemide non ha determinato modificazioni dell’ADC (p=0,7). In conclusione, è stato dimostrato che la RM-DW permette di ottenere valori quantitativi del coefficiente di diffusione correlabili con la funzione renale separata, senza somministrare mezzo di contrasto e con rapidi tempi d’esame.

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