Radioterapia ipofrazionata short-course associata a chemioterapia in casi di neoplasia rettale

Radioterapia ipofrazionata short-course associata a chemioterapia in casi di neoplasia rettale: controllo locale e qualità della vita

Articolo scientifico

Autori: Patrizia Ciammella, Maria Paola Ruggieri, Maria Galeandro, Nunziata D’Abbiero, Alessandro Giunta, Cinzia Iotti.

Questo lavoro intende valutare i risultati in termini di controllo locale di malattia e qualità di vita in pazienti affetti da neoplasia rettale operabile in stadio localmente avanzato e sottoposti a radioterapia ipofrazionata short-course associata alla chemioterapia. Lo studio è stato effettuato dal 1997 al 2008 su 67 pazienti affetti da questa patologia che si sono sottoposti a una terapia con trattamento neoadiuvante (4 cicli) seguito da radioterapia ipofrazionata short-course per una dose totale di 20 Gy in 5 sedute consecutive erogate in una settimana. Nella settimana successiva al termine del trattamento radiante, tutti i pazienti venivano sottoposti a intervento chirurgico. La chemioterapia adiuvante con 5-FU veniva indicata per gli stadi > II sec. UICC. In seguito per ogni paziente è stato osservato il controllo locale, la sopravvivenza globale, la sopravvivenza libera da malattia e le eventuali complicanze. Ogni paziente ha inoltre compilato un questionario sulla qualità della sua vita.

Da questo studio è risultato che in 24 pazienti (36%) è stata registrata una stabilità di malattia, in 34 pazienti (50,7%) è stata rilevata una riduzione di malattia, mentre solo in 9 pazienti (13,3%) è stata registrata una progressione della patologia. La sopravvivenza libera da malattia a 5 anni è risultata pari all’84%, con un tempo medio di progressione sistemica di 24 mesi. Dopo un follow-up medio di 114 mesi, il tasso di sopravvivenza globale è risultato pari al 67%. Il 9% dei pazienti ha manifestato una tossicità tardiva di grado superiore al II. In relazione alla qualità di vita, i pazienti sottoposti a chirurgia conservativa hanno collezionato punteggi maggiori ai questionari specifici, riportando nella maggior parte dei casi regolare funzionalità sfinterica anale (89%) e preservazione della funzionalità erettile (75%). In conclusione, è stato dimostrato che la radioterapia ipofrazionata neoadiuvante associata a chemioterapia nei tumori del retto localmente avanzati è ben tollerata e, nella maggior parte dei casi, sono stati registrati ottimi risultati per quanto riguarda il controllo locale, la sopravvivenza globale e la qualità di vita dei pazienti.

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