NODULI POLMONARI SUBSOLIDI (GROUND-GLASS PURI E MISTI)

NODULI POLMONARI SUBSOLIDI (GROUND-GLASS PURI E MISTI)

RADIOLOGIA MEDICA (2013) 118: 1269-1280

La voce bibliografica qui riportata si riferisce ad un lavoro scientifico che affronta, apportando ulteriori avanzamenti, il problema di grande attualità rappresentato dal rilievo di noduli ground-glass all’esame TC del torace e dal loro management, quali possibili precursori dell’adenocarcinoma polmonare invasivo (ma anche espressione di metastasi da tumori extratoracici).

In particolare viene considerato retrospettivamente un campione di pazienti “oncologici” nei cui controlli TC  si siano rilevati sia noduli ground-glass puri, sia noduli ground glass misti (portatori questi ultimi di una componente “solida” nel contesto). Riporto di seguito solo alcune conclusioni che è stato possibile trarre, rimandando naturalmente ad una lettura accurata di questo articolo veramente interessante per i cultori della radiologia oncologica, e più specificamente toracica. CONSIDERAZIONI INTRODUTTIVE E DI STUDIO:

  • I noduli subsolidi (ground-glass puri e misti) possono essere espressione sia di patologie benigne (polmonite organizzativa, fibrosi focale, aree di flogosi, aree emorragiche)  ma anche di lesioni precancerose (iperplasia adenomatosa atipica) e cancerose (adenocarcinoma in situ, adenocarcinoma minimante invasivo, adenocarcinoma francamente invasivo,  metastasi);
  • Le caratteristiche da analizzare: localizzazione, numero (singole o multiple), forma (rotondeggiante od irregolare), dimensioni (misurata all’equatore della lesione), caratteristiche densitometriche (con riguardo per la presenza di una eventuale componente solida);
  • Nel follow-up valutare: variazioni di dimensioni (stabilità, riduzione, scomparsa) e di densità (stabilità, incremento, sviluppo componente solida);

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE:

  • I noduli ground-glass puri di piccole dimensioni (minori/uguali 5 mm) sono risultati tendenzialmente invariati nel tempo, con una maggiore tendenza alla variazione manifestata dai noduli a morfologia “irregolare”;
  • Non si sono evidenziate maggiori modifiche dimensionali/densitometriche in rapporto al sesso (M e F); mentre rappresentano un fattore di rischio l’età (se maggiormente avanzata) ed il fumo (sia fumatori correnti che ex-fumatori);
  • Si è evinta l’importanza di un follow-up a breve termine,  per documentare la persistenza delle lesioni, in quanto noduli transitori possono regredire entro 3-6 mesi;
  • Non è ancora stabilito in modo conclusivo per quanto tempo debba essere prolungato il follow-up nei noduli “persistenti”: noduli ground-glass puri in alcuni studi hanno mostrato stabilità anche oltre i 3 anni, nonostante sostenuti in alcuni casi da adenocarcinoma in situ od anche adenocarcinoma infiltrante; quindi
  • LINEE GUIDA PROVVISORIE suggeriscono un follow-up almeno di 3 anni per i noduli ground-glass puri di diametro compreso tra 5 e 10 mm, mentre i noduli ground-glass misti (con componente solida) persistenti andrebbero sempre asportati, perché è altamente probabile la loro natura maligna;
  • Le patologie oncologiche  più frequentemente associate a crescita dimensionale e/o densitometrica sono risultati i tumori del polmone (34%), e tra le patologie extratoraciche i tumori della mammella (15%), del colon (15%) e della vescica (10%);
  • Alcune conclusioni sulle caratteristiche semeiologiche HRCT: noduli ground-glass puri, rotondeggianti, di dimensioni inferiori a 5 mm sono tendenzialmente stabili; noduli ground-glass misti con componente solida depongono per la malignità della lesione; noduli ground-glass puri di dimensioni pari o superiori a 10 mm hanno un’alta probabilità di modificarsi nel tempo;
  • Un rarissimo caso riportato in letteratura di 2 noduli subsolidi puri persistenti scomparsi dopo oltre 6 mesi offre lo spunto per porre almeno in dubbio il fatto che la persistenza sia sempre e comunque associata ad una malignità attuale o potenziale della lesione ground-glass.

Pur sottolineando gli autori stessi del lavoro i limiti di questo studio retrospettivo, tuttavia allo stato attuale delle conoscenze questi dati rappresentano il vertice scientifico dell’interpretazione e del management dei noduli subsolidi. Consiglio pertanto un’attenta lettura del lavoro scientifico, ed una valorizzazione degli spunti in esso contenuti nella pratica clinica quotidiana, in attesa di ulteriori futuri sviluppi. 

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