​Noduli displastici ed epatocarcinoma nel fegato cirrotico: confronto tra RM ed esame anatomo-patologico

Autori: L. Macarini, P. Milillo, A. Cascavilla, G. Scalzo, L. Stoppino, R. Vinci, G. Moretti, G. Ettorre.

Articolo scientifico.

Lo scopo di questo studio è quello di valutare le potenzialità della risonanza magnetica con mezzo di contrasto superparamagnetico (RM-SPIO) nell’identificazione, caratterizzazione e diagnosi differenziale tra noduli displastici (ND) ed epatocarcinoma (HCC) nel fegato cirrotico, confrontando i risultati della RM con quelli dell’esame anatomo-patologico eseguito su fegato espiantato. Sono stati analizzati con RM i fegati di 400 pazienti cirrotici in attesa di trapianto: tra questi 31 sono stati selezionati per l’organo da trapiantare. Di questi 31 sono stati inclusi nello studio 22 pazienti (età media 53 anni), sottoposti a trapianto di fegato a distanza di circa 12-14 ore dall’esame RM. Le lesioni sono state analizzate con l’esame istologico, che ne ha evidenziate 59: 14 HCC, 4 HCC-ND, 39 ND, 2 cistoadenomi. Dei 14 HCC, 3 sono risultati ben differenziati, 8 moderatamente differenziati, 3 scarsamente differenziati. Dei 39 ND, 28 erano a basso grado di malignità e 11 ad alto grado di malignità. Con l’esame RM di base abbiamo identificato e caratterizzato correttamente 20 lesioni, pari al 33,90% delle lesioni complessivamente individuate, di cui 6 HCC, 12 ND e 2 ND con foci di HCC. L’esame RM ha mostrato una maggiore sensibilità identificando e caratterizzando complessivamente 45 lesioni, pari al 76,27% delle lesioni totali individuate con l’esame istologico: 14 HCC, 27 ND e 4 ND con foci di HCC. I falsi negativi con la RM-SPIO sono stati 12 noduli displasici, pari al 31%, che all’esame istologico sono risultati essere ND a basso grado di malignità e con diametro inferiore al cm. In conclusione, si può dire che la RM con mezzo di contrasto superparamagnetico è risultata utile per identificare le lesioni epatiche nel fegato cirrotico: questo mezzo è stato anche in grado di differenziare i noduli displastici dagli HCC e ha permesso una diagnosi precoce della trasformazione carcinomatosa dei noduli displasici.

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