​Morfologia craniofacciale e apnee-ipopnee ostruttive: analisi craniometrica comparativa

Articolo scientifico.
Autori: L. Perillo, S. Cappabianca, M. Montemarano, L. Cristallo, A. Negro, A. Basile, F. Iaselli, A. Rotondo.

Lo scopo di questo studio è quello di definire la possibile relazione tra la sindrome delle apnee-ipopnee ostruttive del sonno (OSAHS) pediatrica con determinate caratteristiche morfovolumetriche dello scheletro craniofacciale attraverso un’analisi craniometrica comparativa basata sulla cefalometria convenzionale tra bambini affetti e i successivi controlli. Sono stati analizzati retrospettivamente gli esami cefalometrici di 40 bambini affetti da OSAHS. Sono stati identificati sedici punti craniometrici e misurati ventisette indici lineari ed angolari riferiti alle caratteristiche morfovolumetriche dello scheletro craniofacciale. Successivamente, lo stesso procedimento di identificazione dei punti e misurazione degli indici è stato effettuato sugli esami cefalometrici di quaranta controlli. Per ciascuno degli indici ottenuti, poi, sono stati calcolati nei due gruppi media, deviazione standard, errore standard e valore del test t di Student. Dal confronto dei valori ottenuti nelle due serie abbiamo infine calcolato attraverso il test t di Student il grado di significatività della differenza tra i bambini affetti da OSAHS ed i controlli. I risultati hanno dimostrato che le differenze di solo 5 dei 27 indici lineari ed angolari valutati non sono risultate significative dal punto di vista statistico tra i due gruppi, confermando la predisposizione al disturbo determinata da un particolare assetto dello splancnocranio. Le differenze più significative hanno riguardato l’inclinazione del piano mandibolare e la distanza tra la sella e l’osso ioide, indice affidabile della posizione verticale di quest’ultimo. In conclusione, nonostante i limiti legati alla natura bidimensionale dell’indagine cefalometrica convenzionale e nonostante l’esecuzione dell’esame in posizione eretta, il valore diagnostico dell’indagine ed il suo contenuto informativo è risultato rilevante per la diagnosi dei bambini con disturbi del respiro legati al sonno.
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