Una soluzione ai limiti dell’indice caviglia-braccio nei casi di angioplastica transluminale periferica

Articolo scientifico.

Autori: Manuel Pardo, Miguel Alcaraz, Fernando Luis Bernal, Jose Manuel Felices, Gyingriri Daniel Achel, Francisco Ramon Breijo-Marquez, Manuel Canteras.

Lo scopo di questo studio è la valutazione dei limiti dell’indice caviglia-braccio (ABI) nella rivascolarizzazione del paziente diabetico con ischemia critica dell’arto inferiore (CLI) sottoposto ad angioplastica transluminale periferica (PTA) in rapporto al grado di stenosi arteriosa e della tensione transcutanea di ossigeno (TcpO2). Sono stati esaminati 250 pazienti diabetici: di questi, solo 104 sono stati giudicati idonei alla ricanalizzazione mediante PTA, dopo aver valutato l’indagine Doppler dell’arteria tibiale posteriore e dell’arteria dorsale del piede, dell’ABI, della TcpO2 e del duplex.

Sono stati ottenuti i seguenti dati: nel 42% dei pazienti reclutati non si è potuta utilizzare l’ABI (nel 9,34% non era rilevabile un polso arterioso e nel 14,02% l’arteria non era comprimibile) oppure si è rivelato inesatto (nel 18,7% prima e nel 15,9% dopo la realizzazione della PTA). Al contrario, in tutti i casi si è potuta determinare la TcpO2. Dopo PTA, la stenosi dell’arteria si è ridotta dal 58,33%±20,07% al 21,87%±13,57% (p<0,001), mentre l’ABI è aumentata dal 0,79±0,57 al 0,95±0,47 (p<0,001) e la TcpO2 dal 27,37±10,40 mmHg al 38,23±10,25 mmHg (p<0,001). In conclusione, si può dire che l’ABI ha dimostrato di avere dei limiti significativi nella diagnosi e nel trattamento dei pazienti con CLI rispetto alla TcpO2.

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