​Lazio, la Fassid accusa: “I piani operativi di Zingaretti hanno una visione arretrata della radiologia”

​Lazio, la Fassid accusa: “I piani operativi di Zingaretti hanno una visione arretrata della radiologia”
La federazione sindacale si schiera contro quanto contenuto nei piani della Regione Lazio, dove secondo loro l’area radiologica è stata “a stento nominata”.
 
ROMA – La Fassid, federazione sindacale che comprende vari sindacati tra i quali anche il Sindacato Nazionale Area Radiologica (SNR), è intervenuta in merito ai Programmi operativi emanati dalla Regione Lazio lo scorso 21 marzo. Come riporta Quotidiano Sanità, tramite un intervento del segretario regionale area Snr, Stefano Canitano, la federazione ha dichiarato di ritenere “legittime ma miopi” le scelte operate con questi programmi, perché non hanno coinvolto le organizzazioni sindacali, dimostrando “ancora una volta che le istituzioni identificano i sindacati come soggetti dediti al perseguimento di interessi privati e privilegi di casta in opposizione all’interesse pubblico”.
 
In particolare, la Fassid ha posto l’accento sulla questione dell’area radiologica: secondo la federazione dai piani di Zingaretti emerge “una visione arretrata e ancillare delle radiologie, a partire dalle diagnostiche, ma anche delle potenzialità delle terapie mininvasive, radianti e interventistiche”. A dimostrazione di ciò, si osserva che “l’area radiologica è a stento nominata e sempre con ambigue affermazioni delle quali non si comprendono finalità e conseguenze”. Nonostante il parere negativo su questi temi, la Fassid ha espresso apprezzamento per l’intento di rendere paritario il controllo sull’accreditato; tuttavia, i sindacati hanno anche sottolineato come alcuni temi siano stati solo sfiorati nei piani del 21 marzo: è il caso della telemedicina, argomento al quale si fa solo un accenno mentre si tratta di una situazione molto importante per la radiologia. Canitano ha poi osservato che nei piani si intravede la possibilità che le strutture complesse vengano ridotte: “Se si colpiscono le radiologie e l’area radiologica riducendone di fatto capacità di agire e autonomia strutturale si dimostra di non comprendere il vero problema – ha dichiarato - una elefantiaca struttura aziendale non potrà garantire né le necessarie competenze cliniche specifiche per un coordinamento efficace né un’organizzazione sanitaria che possegga la complessità e la qualità necessarie”. Snr e Sirm hanno elaborato una soluzione a questo problema, attraverso le “Linee guida per l’istituzione di unità territoriali di diagnostica per immagini presso le strutture sanitarie pubbliche”: queste linee guida sono già in via di adozione presso la Regione Sicilia e “costituiscono un punto di alta proposta organizzativa, dal quale si potrebbe partire per rimettere in condizione di operare il territorio del Lazio, in difficoltà, e non da oggi, per la diagnostica". "Insomma - ha spiegato il segretario - come sempre il Sindacato dell’Area Radiologica, ora nella Fassid, è disponibile a mettere in campo le sue competenze e capacità per risolvere i problemi”.
 
La Fassid, infine, è intervenuta inviando una lettera aperta alle autorità regionali, ai dirigenti e ai rappresentanti politici per esprimere le proprie perplessità riguardo i futuri assetti del sistema e per chiedere un incontro urgente con le autorità di programmazione, con l’obiettivo di dare un contributo alla riorganizzazione del sistema sanitario del Lazio.

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