​Lamezia, al Giovanni Paolo II macchinari di ultima generazione

L’Unità Operativa di Radiologia dell’ospedale si è dotata di strumentazioni tecnologiche presenti in pochissime strutture nel nostro paese.
 
CATANZARO – Dall’Ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme arriva un’importante novità: la struttura sanitaria si è infatti dotata di apparecchi tecnologici di ultima generazione, alcuni dei quali presenti in pochissimi altri ospedali nel nostro paese. Come riportano i giornali locali, i macchinari sono stati acquistati grazie all’impegno del Direttore Generale dell’Asp di Catanzaro, il dott. Gerardo Mancuso. È stato comprato un apparecchio per la risonanza magnetica di ultima generazione e poi si è provveduto all’aggiornamento tecnologico di tutta la strumentazione, secondo le richieste del Direttore della Radiologia, il dott. Salvatore Galea. Quella di Lamezia, tra le altre cose, è l’unica struttura della regione e tra le poche in tutta Italia a monitorare l’accumulo di ferro nel miocardio e nel fegato nei pazienti talassemici della Regione e di quelle confinanti (Sicilia e Puglia in particolare).

Con la nuova strumentazione sarà possibile ottenere esami più precisi e immagini di qualità superiore, con il vantaggio di poter effettuare diagnosi più accurate e più esami insieme. L'acquisto della bobina HNS (testa, collo, rachide) permette infatti di poter effettuare nella stessa seduta lo studio del cranio e di tutto il rachide, con una relativa ottimizzazione sia della modalità di esecuzione dell'esame che dei tempi di somministrazione dell'agente contrastografico. Questa caratteristiche è molto utile nella valutazione e nel follow-up di pazienti affetti da patologie come ad esempio la sclerosi multipla. Le sequenze di ultima generazione (CUBE, IDEAL, SWAN, ecc.) permettono inoltre uno studio maggiormente dettagliato e a spessore più sottile dei distretti anatomici, encefalo in particolare, dove l'utilizzo di una di queste sequenze (SWAN) permette una migliore caratterizzazione delle patologie vascolari (angiomi cavernosi, malformazioni artero-venose, etc.) e delle malattie neurodegenerative. La possibilità delle nuove sequenze 3D isotropiche (BRAVO, CUBE) permette di acquisire un dato volume e avere automaticamente la ricostruzione della stessa sequenza sui tre piani dello spazio, arricchendo di molto l'indagine stessa. Infine è stato acquistato un nuovo software che consente nella sequenza FLAIR di avere sia la soppressione standard del fluido ma anche di poter aggiungere la contemporanea soppressione del grasso con una migliore visualizzazione delle eventuali patologie della sostanza bianca. D’ora in poi a Lamezia sarà dunque possibile fare esami più accurati e cercare di diagnosticare precocemente le patologie dei pazienti.

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