La risonanza magnetica funzionale del cervello


La risonanza magnetica funzionale, abbreviata RMF o fMRI (Functional Magnetic Resonance Imaging), è una tecnica di imaging biomedico che consiste nell'uso dell'imaging a risonanza magnetica per valutare la funzionalità di un organo o un apparato. La risonanza magnetica funzionale del cervello è una tecnica non-invasiva che fornisce una mappa delle aree cerebrali funzionalmente eloquenti: nel caso di lesioni, questo tipo di esame aiuta il neurochirurgo a verificare se, all’interno della lesione o nelle sue vicinanze, persiste un’attività funzionale e a pianificare pre-operatoriamente l’approccio chirurgico ottimale. Questo esame è una delle tecniche usate nel Neuroimaging funzionale, ossia nelle tecnologie in grado di misurare il metabolismo cerebrale, al fine di analizzare e studiare la relazione tra l’attività di determinate aree cerebrali e specifiche funzioni cerebrali.

In sostanza è una normale risonanza magnetica, con la sola differenza che durante l’esame il paziente dovrà svolgere dei compiti ben precisi utili per l’esame diagnostico delle funzionalità del cervello. A discrezione del medico radiologo, in alcuni casi è necessaria la somministrazione di mezzi di contrasto. Per eseguire una risonanza magnetica funzionale il paziente deve stare disteso su un lettino e deve tenere la testa immobile, anche grazie all’aiuto della bobina, ossia la parte del macchinario che funge proprio da supporto per la testa. Il paziente dovrà guardare delle immagini attraverso degli occhialini e dovrà indossare delle cuffie per due motivi: innanzitutto per attutire i rumori dell’apparecchio durante l’esame e poi per ascoltare le indicazioni del medico radiologo. Con le mani il paziente dovrà stringere due manopole sulle quali sono posti due pulsanti che serviranno durante l’esame. Per l’analisi dell’area del linguaggio del cervello il paziente vedrà alcune frasi, come ad esempio “muovi piedi”: quando la vede deve eseguire il comando e quindi muovere i piedi, facendo attenzione però a non spostare anche la testa, altrimenti si rischia di compromettere l’esito dell’esame. In seguito comparirà anche un’altra frase e, dopo pochi secondi, il paziente vedrà due immagini, una a destra e una a sinistra, e dovrà associare la frase letta in precedenza con una delle due immagini: per farlo dovrà premere ripetutamente entrambi i tasti della manopola del lato corrispondente alla posizione dell’immagine. La seconda fase dell’esame riguarda la generazione di parole: all’inizio il paziente vedrà una scacchiera bianca e nera, poi vedrà delle lettere dell’alfabeto e dovrà pensare mentalmente a delle parole che iniziano con quella lettera e ripetere l’operazione più volte, con diverse lettere. La terza fase riguarda la generazione di verbi: il paziente vedrà la scritta “muovi lingua” e dovrà eseguire il comando, facendo attenzione a non spostare anche la testa. Poi vedrà alcune immagini alle quali dovrà associare mentalmente un verbo e ripetere l’operazione per le immagini successive.

Con la risonanza magnetica funzionale possono essere esplorate poi anche l’area motoria, quella visiva e quella uditiva del cervello, sempre con lo stesso metodo: il paziente deve eseguire dei comandi, poi ascolterà della musica e dovrà premere i pulsanti delle manopole e vedrà delle immagini alle quali dovrà associare una parola. Con questo metodo la risonanza magnetica fornisce informazioni sulle funzionalità del cervello per capire se eventuali lesioni abbiano danneggiano o meno alcune aree dell’organo.

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