​Embolizzazione delle arterie brionchiali e non bronchiali nel controllo delle emottisi

Articolo scientifico.
Autori
: G.P. Cornalba, A. Vella, F. Barbosa, G. Greco, C. Michelozzi, A. Sacrini, F. Melchiorre.

Lo scopo di questo studio è quello di analizzare l’esperienza di 31 anni di embolizzazione delle arterie bronchiali (BAE) e/o sistemiche non bronchiali (NBAE) nel controllo dell’emottisi. Sono stati presi in esame 534 pazienti dal 1979 al 2010: ogni paziente è stato sottoposto ad angiografia delle arterie bronchiali per emottisi ed è stato valutato in maniera retrospettiva. I dati ottenuti hanno evidenziato che 477 pazienti avevano sanguinamento attivo e hanno eseguito BAE e/o NBAE (295 maschi e 182 femmine, etá compresa tra 12 e 71 anni). Sono state riportate tecniche di embolizzazione, materiali impiegati, complicanze maggiori e minori e recidive. I risultati hanno dimostrato che: quattrocentocinquantotto/477 (96%) dei casi presentarono risoluzione completa dell’emottisi entro 24 ore, 2% entro 48 ore. L’eziologia dell’emottisi è stata fibrosi cistica (23%), bronchiectasie (13%), esiti tubercolari (8%), broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) (6%) e sine materia (21%). Tre/477 (0,6%) pazienti presentarono complicanze maggiori: ictus cerebrale (1), attacco ischemico transiente (TIA) (1) e tetraparesi transitoria (1); 143/477 (30%) presentarono complicanze minori: dolore toracico 86/143 (60%) e disfagia 29/143 (20%). Il follow-up medio fu di 14 mesi (8–36 mesi), recidiva di emottisi nella fibrosi cistica 42/110 (38%) e nelle altre patologie 77/367 (21%). In conclusione, la BAE e la NBAE sono tecniche efficaci e sicure nel trattamento dell’emottisi. In questi casi è fondamentale l’esperienza del radiologo interventista nel controllo dell’emottisi e nella prevenzione delle complicanze.

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