Elastosonografia ed analisi ecografica del nodulo tiroideo

Articolo scientifico.
Autori: Vito Cantisani, Vito D’Andrea, Ester Mancuso, Elena Maggini, Mattia Di Segni, Matteo Olive, Pietro Lodise, Silvio Palermo, Sergio De Antoni, Adriano Redler, Gregorio Patrizi, Andrea Porfiri, Giovanna Panzironi, Paolo Ricci.
 
Lo scopo di questo studio è quello di confrontare l’elastosonografia quantitativa e l’analisi ecografica nella valutazione del nodulo tiroideo. Per farlo tra il 2009 e il 2011 sono stati esaminati 123 pazienti con 147 noduli candidati all’intervento di tiroidectomia totale per la presenza di patologia nodulare tiroidea. I pazienti sono stati sottoposti alla valutazione preliminare con ecografia e color Doppler. In seguito sono stati sottoposti ad elastosonografia mediante software quantitativo Elasto-Q con apparecchiatura Toshiba Aplio XG. Ogni nodulo è stato caratterizzato mediante ecoscore (ecogenicità, margini, microcalcificazioni, pattern color Doppler) e indice di deformabilità (strain ratio). I risultati istologici sono stati utilizzati come gold standard. I risultati hanno mostrato che i noduli esaminati sono risultati benigni in 89 casi e maligni in 58. Alla valutazione elastosonografica la media dei valori di strain ratio è stata 2,84±2,69 (p=0,001). Si sono ottenuti valori di sensibilità e specificità rispettivamente 56% e 72% per l’eco-score e 93% e 89% per lo strain ratio, utilizzando un cut-off pari a 2, con un valore predittivo positivo del 55% e dell’82% rispettivamente. La tecnica elastosonografica ha mostrato maggiore accuratezza dell’ecografia e del color Doppler nella caratterizzazione delle lesioni tiroidee (p=0,002). Lo studio ha dunque dimostrato che l’elastosonografia quantitativa è uno strumento valido per la valutazione dei noduli tiroidei: si tratta di una tecnica utile per evitare l’agoaspirato soprattutto nei casi incerti.
 
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