ECOGRAFIA

ECOGRAFIA

ECOGRAFIA

 

L’esame ecografico rappresenta una metodica radiologica completamente non invasiva e ripetibile.

Da un punto di vista del principio fisico, l’ecografia si basa sull’uso degli ultrasuoni. Il fascio ultrasonoro al momento dell’incontro con tessuti ed organi situati a diverse profondità, vengono parzialmente riflessi, tornano a livello della “sonda” ecografica che li ha emessi; qui opportuni detettori elaborano e convertono i dati in immagini, caratterizzate dalle tipiche differenti tonalità di grigio.

Caratteristicamente tutte le strutture a contenute completamente fluido appaiono nere (anecogene); strutture fluide strutturate (contenenti setti od inclusi) appariranno anecogene (nere) con strutturazione interna iperecogena (annessi bianchi); alcune strutture solide appaiono ipoecogene (nero-grigie); infine altre strutture solide, ma talora anche fluide ma di tipo mucoide, si appalesano come iperecogene (bianche).

Le limitazioni all’esame ecografico sono rappresentate dai pazienti meteorici e dallo studio degli organi a contenuto aereo (apparato gastrointestinale). Infatti l’aria riflette “totalmente” il fascio ultrasonoro, impossibilitando ogni ulteriore progressione dello stesso, e di fatto impedendo la visualizzazione di tutto ciò che è situato più in profondità: si crea un effetto noto come “cono d’ombra”. Questo consente di concludere che non vi è alcuna indicazione allo studio ecografico del polmone.

Lo stesso identico effetto si verifica al contatto degli ultrasuoni con l’osso: dunque inadeguatezza degli ultrasuoni allo studio dell’osso.

Tra le limitazioni che possono inficiare la qualità dell’esame ecografico, annoveriamo la mancanza di collaborazione da parte dei pazienti (in particolare nello studio degli organi soggetti a movimento come quelli addominali, un’ottimale qualità comporta il mantenimento della corretta apnea inspiratoria.

Gli ultrasuoni offrono un tipico comportamento nelle studio della litiasi (calcoli) renale e biliare, a contenuto calcico e non, nonché nel rilievo delle calcificazioni (vascolari, distrofiche parenchimali): in tutti i casi si verifica il classico cono d’ombra.

L’ecografia consente di realizzare, inclinando opportunamente la sonda, “scansioni” secondo i vari piani dello spazio (assiali, coronali, sagittali, obliqui).

L’esame ecografico dunque nella sua non invasività è l’esame ottimale nello studio di donne in gravidanza. Ha inoltre importanti applicazioni nello studio dell’addome, delle ghiandole del collo (tiroide, parotide ed altre ghiandole salivari), della ghiandola mammaria, delle strutture muscolo-tendinee. Come già detto non avrà indicazione alcuna nello studio di organi contenenti aria (polmone, apparato gastrointestinale), nello studio dell’osso, nello studio di organi contenuti entro strutture ossee (cervello, midollo spinale).

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