​Ecografia con mezzo di contrasto Vs risonanza magnetica dell’intestino tenue nella valutazione dell’attività di malattia nel morbo di Crohn

Autori: R. Malagò, M. D’Onofrio, W. Mantovani, G. D’Alpaos, G. Foti, A. Pezzato, G. Caliari, D. Cusumano, L. Benini, R. Pozzi Mucelli.

Articolo scientifico.

Nei pazienti affetti dal morbo di Crohn (MC) è importante valutare la presenza di attività di malattia (CDAI) per stabilire il trattamento da seguire. A causa della non concordanza tra sintomatologia e rilievi imaging di attività di malattia, è però difficile monitorare il morbo di Crohn e la sua evoluzione. Grazie all’ecografia dell’intestino tenue con mezzo di contrasto (CEUS), tecnica a basso costo e non invasiva, è possibile valutare l’enhancement parietale similmente alla enteroclisi in risonanza magnetica (RM). Lo scopo del nostro studio è valutare il ruolo del CEUS in confronto con RM nella valutazione di attività di malattia nei pazienti con MC. Sono stati analizzati i casi di 30 pazienti affetti da MC. I dati clinici e laboratoristici sono stati confrontati con i rilievi imaging alla RM e al CEUS dell’intestino tenue. La correlazione tra CDAI e RM si è dimostrata scarsa con un coefficiente di correlazione Spearman’s (rho)=0,398; la correlazione tra CDAI e dati di laboratorio e attività CEUS si è dimostrata scarsa con un coefficiente di correlazione Spearman’s (rho)=0,354; la correlazione tra attività RM e attività CEUS si è dimostrata buona con un coefficiente di correlazione Spearman’s (rho)=0,791; ottima correlazione tra CEUS e enteroclisi-RM nella valutazione dello spessore parietale, dei linfonodi e segno del pettine; buona correlazione nella valutazione dell’aspetto striato della parete, dell’estensione di malattia e della proliferazione fibro-adiposa. In RM le curve intensità tempo sono risultate essere attive in 12/30 pazienti, in CEUS in 14/30 pazienti, con correlazione curva CEUS / curva RM scarsa (r=0,167 p=0,36). In conclusione, i risultati hanno dimostrato che la CEUS può essere utile in caso di discrepanza tra RM e dati di laboratorio e clinici. Tuttavia, l’enteroclisi RM resta sempre la metodica di imaging non invasiva più accurata nella valutazione dell’attività di malattia.

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