Brescia, nuovo reparto di radiologia agli Spedali

Il reparto il 3 giugno ha traslocato all’interno del Monoblocco D, nuovo edificio degli Spedali Civili di Brescia: sono stati investiti 11 milioni per i nuovi macchinari.
 
BRESCIA – Dal 3 giugno l’Unità operativa I Radiologia degli Spedali Civili di Brescia si è trasferita all’interno del Monoblocco D, edificio recentemente costruito. Come riporta Il Giorno, per il momento l’accesso al servizio è solo dall’ingresso Satellite, ossia da viale Europa. Oltre al trasloco, la novità è rappresentata dai nuovi macchinari di cui la struttura è stata dotata: sono stati investiti ben 11 milioni di euro per acquistare macchinari di ultima generazione. Nel reparto saranno infatti presenti 3 Tac, 3 macchine per le risonanza, tra le quali una molto potente utile anche per la ricerca, e poi due sale saranno dedicate solo all’angiografica.
 
Grazie alle nuove tecnologie, gli Spedali di Brescia offriranno un servizio diagnostico all’avanguardia: i 2900 mq del nuovo edificio, oltre alla I Radiologia, ospiteranno anche il reparto di Neuroradiologia, mentre la II Radiologia resta dove si trova ora. Secondo il direttore del reparto, Luigi Grazioli, grazie a queste nuove apparecchiature moderne sarà possibile aumentare le prestazioni, anche perché il tempo d’esame sarà ridotto. Per un addome, ad esempio, con i nuovi macchinari si risparmierà un terzo del tempo necessario con le vecchie macchine.
 
 Nel 2013, nel reparto, che a regime conta 70-75 operatori, sono state effettuate 110.000 prestazioni radiologiche di cui oltre 100.000 di radiologia convenzionale, 12.000 TAC, 28.000 ecografie, 6.000 mammografie, 600 esami RM. La stima è di un aumento di 4.000-5.000 prestazioni, con un ulteriore riduzione dei tempi di attesa che, in media, si aggirano attorno a una decina di giorni. Un ruolo molto importante avrà anche la parte informatica: la lastra non esiste più, tutto viaggia sui monitor; ad esempio ogni risonanza produce dalle 1800 alle 3000 immagini, che vengono tutte visionate e studiate. In questo modo la diagnosi può essere più precisa e accurata. Il prossimo obiettivo è la tridimensionalità delle immagini.

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